Prestazione di lavoro occasionale, quietanza con ritenuta d'acconto

Lavoro occasionale: come certificare la prestazione

15/07/2011

Lavoro occasionale: come certificare la prestazione

Scritto da Mpj79

Partita iva o no? Regime dei minimi o contabilità semplificata? Gestione separata INPS?
Certo non è facile scegliere e, sopratutto, non è di facile comprensione ogni termine citato in precedenza.

Il dubbio che molti come me si pongono non appena i primi "money", frutto del lavoro e della realizzazione dei siti web, cominciano ad arrivare è sempre lo stesso. Ed ora come posso dichiarare quanto ho ricevuto in modo da poter essere in regola dal punto di vista fiscale?  

Nell'articolo provo a spiegare in maniera semplice e chiara, le prestazioni di lavoro occasionale, senza addentrarmi in concetti e termini di difficile comprensione.

Ebbene, però, distinguere le prestazioni di collaborazione (cd. collaborazioni coordinate e continuative o contratti a progetto) dalle prestazioni di lavoro occasionale. Le prime dal gennaio del 2001 rappresentano redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e altri redditi. Successive modifiche ed ulteriori chiarimenti sono stati, poi, previsti con gli artt. 61-69 del Decreto Legislativo n. 276 del 10/09/2003 emanato in concomitanza della Legge 30/2003 (cd. Delega lavoro), che hanno previsto una nuova disciplina per tali rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.
A differenze delle precedenti, le prestazioni di lavoro occasionale, si distinguono per alcuni elementi imprenscindibili.

 

Li riassumo in breve:
1) devono avere una durata complessiva non superiore ai 30 giorni nel corso dell'anno.
Infatti, si può prestare attività del tutto occasionale con diversi sostituti d'imposta (aziende/società/professionisti) purchè il numero totale dei giorni delle diverse prestazioni non sia superiore a trenta giorni per ciascun committente.
Esempio:
Prestazione A con committente 1 - dal 2 gennaio al 10 gennaio, totale giorni 9;
Prestazione B
con committente 1 - dal 5 marzo al 9 marzo, totale giorni 5.
TOTALE GIORNI ATTIVITA'  CON COMMITTENTE 1 NEL CORSO DELL'ANNO 14;

 

Prestazione A con committente 2 - dal 8 luglio al 19 luglio, totale giorni 12;
Prestazione B
con committente 2 - dal 10 ottobre al 20 ottobre, totale giorni 11.
TOTALE GIORNI ATTIVITA'  CON COMMITTENTE 2 NEL CORSO DELL'ANNO 22;


2) devono produrre un reddito lordo totale, sempre per ciascun commitente, non superiore ai € 5.000,00.
Prendiamo sempre come punto di riferimento gli esempi fatti in precedenza e consideriamo che rispettivamente si sia prodotto € 1000,00 ed € 250,00 per le prestazioni effettuate con il "Committente 1" (totale lordo annuo pari a € 1.250,00), mentre, per il "Commitente 2" € 800,00 ed € 500,00 per un totale lordo annuo pari a € 1.300,00.

Va, inoltre, ricordato che per entrambe vi sono degli elementi in comune. In primis non è necessario essere titolari di partita IVA, durante lo svolgimento dell'attività non vi è nessun vincolo di subordinazione, di orario ... in poche parole si è indipendenti e si può gestire il proprio lavoro come meglio si crede.

 

Come certifico la prestazione?




Dal punto di vista fiscale i lavori occasionali subiscono lo stesso trattamento delle collaborazioni coordinate e continuative.

In particolare, quando si effettua una prestazione occorre rilasciare al "cliente" (azienda/società/professionista) una quietanza (vedi allegato) con l'importo lordo richiesto, una ritenuta pari al 20% del compenso ed una marca da bollo sulla copia originale (€ 2,00 - dal 26 giugno 2013) qualora il compenso superi € 77,47.


Faccio un esempio pratico:

  • a) Compenso lordo                   €   500,00
  • b) Ritenuta d'acconto (20%)      €   100,00
  • c) Marca da bollo                     €      2,00    
  • Totale quietanza (a-b+c)            €  402,00



Dopo aver rilasciato tale documento al "cliente", lo stesso è tenuto al versamento della ritenuta d'acconto entro il 16 del mese successivo al rilascio. Infine, entro il 28 febbraio dell'anno successivo alla prestazione resa l'azienda/società/professionista è tenuto anche al rilascio della certificazione delle ritenute operate sul proprio compenso.

Sembrerebbe essere finito tutto qui...invece... per completare l'iter e, quindi, dichiarare questi soldini guadagnati e certificati bisognerà presentare il modello UNICO o 730, ed indicare nel quadro "Redditi diversi" questo compenso percepito per prestazione di lavoro occasionale.

Va, infine, ricordato che per importi pari a € 1.000,00 o superiori occorre effettuare/ricevere il pagamento attraverso dei sistemi tracciabili, come ad esempio gli assegni bancari/circolari o un bonifico effettuato sul proprio conto corrente.

In passato hai utilizzato questa procedura per certificare le tue prestazioni occasionali?


BREVE AGGIORNAMENTO: Con l'entrata in vigore della legge 71/13 (conversione del D.L. del 26 aprile 2013 n . 43) l'importo della marca da bollo, dal 26 giugno 2013, passa da € 1,81 a € 2,00.

 

I COMMENTI AL MOMENTO SONO SOSPESI.

A BREVE ONLINE!
Scusate il disagio.


I commenti degli utenti:
il 23/01/2014 12.02.52
Egidio

Quindi non devo preoccuparmi se ogni mese devo fare una ricevuta per prestazione occasionale. Lo scorso mese pero ha scritto che ho lavorato dal 15 novembre al 31 dicembre... Non è falso ma non voglio rimetterci io perchè non ha specificato il numero di giorni e supera quindi i 30gg. E non ha messo la marca da bollo di tre euro... Cosa può succedermi?

il 23/01/2014 11.54.41
Mpj79 ha risposto a Egidio

L'importante è non superare l'importo lordo di € 5.000,00 ed i 30 giorni lavorativi.
Quindi, non credo vi sia un limite al numero di ricevute da emettere nei confronti dello stesso committente.

il 23/01/2014 10.50.10
Egidio

Salve, il mio nuovo datore di lavoro ha deciso di non farmi il contratto e per giustificare il movimento di denaro sul mio conto si è fatto una ricevuta per prestazione occasionale nel 2013 e mi ha fatto firmare. Adesso mi ha pagato il mese di dicembre e vuole che firmi la quietanza. Ma per lo stesso committente quante ricevute posso emettere in un anno? Ringrazio anticipatamente per la risposta.

il 08/01/2014 18.36.21
Mpj79 ha risposto a Mari

Avendo un documento tracciabile (assegno o bonifico) non credo sia necessaria una ulteriore firma, magari si potrebbe allegare, al documento ricevuto, una copia del pagamento avvenuto (es. copia dell'assegno o una lista movimenti c/c). 
Da non dimenticare poi che entro l'anno successivo va rilasciata la certificazione al collaboratore per la prestazione eseguita. 

il 08/01/2014 17.35.39
Mari

L'articolo è abbastanza completo. vi chiedo un ulteriore informazione. Utilizziamo spesso i contratti di collaborazione occasionale per prestazioni di piccoli importi.Molti lavoratori però non hanno, ahimè, il conto e un IBAN su cui versare il compenso, x cui mi trovo spesso in questa situazione: ipotizziamo che un soggetto "XX", consegni a me "Azienda" (che per il momento non ho liquidità per pagare), una ricevuta simile a quella da voi proposta con indicato però l'importo "NETTO A RICEVERE" e non RICEVUTO, come promemoria del pagamento da effettuare. Nel momento in cui io Azienda pagherò XX con un bonifico questo avrà  valore di quietanza di pagamento ma il problema sorge se pago con un assegno. Spesso capita che XX mi da tranquillamente la ricevuta col NETTO A RICEVERE, viene altrettanto tranquillamente in ufficio per ricevere l'assegno ma non ti firma la ricevuta fino all'incasso e dopo l'incasso si dimentica di passare in ufficio a firmare. Spesso devo "inseguire" il collaboratore per settimane, mesi... Vi chiedo.... Vale la fotocopia dell'assegno come quietanza di pagamento (datato e intestato) oppure devo per forza far tornare il collaboratore per fargli firmare la ricevuta? E' sufficiente in tal caso che mi controfirmi (timbrando con "Pagato") la ricevuta data in precedenza con il NETTO A RICEVERE o E' necessario fare una nuova ricevuta con indicato NETTO CORRISPOSTO ? Vi ringrazio in anticipo per le informazioni

il 03/01/2014 19.07.47
monsave

complimenti l'articolo è abbastanza completo ma vorrei chiedere se Le risulta che il tetto è stato elevato a 6000 euro lordi annui, cosi come da legge di riforma del mercato del lavoro 28/06/2012 n. 92,pertanto sono 5000 euro netti., nel ringraziarLa per la sua eventuale risposta Le porgo cari saluti

il 17/08/2013 10.46.35
Mpj79 ha risposto a Alessandra

Ciao Alessandra, grazie per i complimenti!
La ritenuta d'acconto si applica solo a chi possiede partita IVA (società, professionisti e aziende).

il 17/08/2013 6.15.33
Alessandra

Ciao, complimenti per la chiarezza dell'articolo!

Ho una domanda da porre: occorre applicare la ritenuta del 20% anche nel caso di una prestazione da privato a privati?

Grazie!

il 27/11/2012 13.16.35
Mpj79 ha risposto a Anna

L'importante è non superare i 30 giorni nel corso dell'anno con un singolo committente.

il 27/11/2012 12.43.56
Anna

Complimenti, l'articolo è molto esauriente. Una cosa non mi è chiara: è possibile effettuare diverse prestazioni con lo stesso committente, senza superare i trenta giorni, nel corso dell'anno? Non si perde l'occasionalità?
Grazie in anticipo.

il 23/10/2012 10.33.03
Massimo86

Ciao, complimenti per l'articolo. Avrei un piccolo dubbio, io dovrei gestire un sito internet per una ditta, non essendo in possesso di partita iva volevo utilizzare questa forma di pagamento per il mio compenso. La mia domanda è questa, posso emettere al committente A questa certificazione occasionale più volte all'anno tipo ogni 3 mesi facendo figurare ogni prestazione inferiore ai 30 giorni (es un 2 giorni per ogni prestazione)? L'anno dopo posso ripetere la stessa cosa senza rischio che la mia prestazione non sia più considerata occasionale? Grazie in anticipo

il 06/10/2012 13.03.21
Mpj79 ha risposto a Alegui82

La marca da bollo deve essere apposta sulla copia originale da consegnare al cliente.

il 05/10/2012 18.29.37
Alegui82

Scusate ma non ho capito ... La marca da bollo è obbligatoria sulla copia personale della fattura ???

il 02/07/2012 17.35.07
Mpj79 ha risposto a Leti

Grazie Leti, provo a rispondere nel limite delle mie conoscenze.
In quanto iscritto ad un albo professionale e non ancora in possesso di partita IVA, non potresti rilasciare tale quietanza, perchè l'occasionalità di tale commissione (per chi iscritto ad un albo) non è dimostrabile. In sintesi, ... quanto il rischio vale la candela? Spero di essere stato chiaro con queste poche righe.

il 02/07/2012 12.43.44
Leti

Ciao Mpj79, bell'articolo! mi chiedevo se posso utilizzare questo tipo di fatturazione anche io. Sono un libero professionista al primo rapporto di lavoro, (che risponde ai requisiti di cui sopra), posso avvalermene, anche se sono iscritta ad un albo professionale? grazie anticipatamente della risposta

il 02/07/2012 12.31.57
Leti

Ciao Mpj79! bell'articolo! sono un libero professionista al suo primo rapporto di lavoro. non avendo ancora la partita iva, posso usufruire di questo tipo di fatturazione, anche se sono iscritta ad un albo professionale? grazie anticipatamente della risposta.

il 24/03/2012 16.05.32
marco

Complimenti per l'articolo che risulta essere molto chiaro.

Espongo un dubbio che ho. Io offro collaborazione occasionale secondo la normativa vigente. Dal momento che avevo bisogno di fare pubblicità alla mia attività occasionale ho pensato di usare il sistema Google Adwords. In questo caso , se lo scopo della pubblicità è cmq commerciale, il sistema mi chiede di inserire una partita iva. Alternativamente potrei dichiarare che l'obiettivo non è a scopo di lucro. Come bisogna comportarsi?

grazie 

il 12/01/2012 9.19.24
Mpj79 ha risposto a Leo

Ciao Leo, grazie per i complimenti. In realtà, saresti dovuto partire da un importo lordo pari a € 1500,00 su cui applicare la ritenuta d'acconto del 20% (300,00) + la marca da bollo di € 1,81, TOTALE QUIETANZA € 1.201,81. Seguendo questi calcoli avresti avuto un netto in quietanza pari a quanto effettivamente tu avevi richiesto in origine (1200).
La ritenuta sarà poi il cliente a versarla entro il 16 del mese successivo all'emissione della quietanza. Ricordati poi che entro il 28 febbraio dell'anno successivo deve consegnarti la certificazione per il compenso a te corrisposto.
Saluti  

il 12/01/2012 2.22.43
Leo

Ciao! Complimenti per l'articolo, fatto molto bene!

Vorrei domandarti delle cose: Sono un webmaster e ho fatto un mini gestionale per un mio cliente per un valore di 1200 euro netti e l'importo trattato è stato detto a voce e fra noi. Recentemente il cliente ha chiesto la fattura ma visto che non ho la p.iva gli farò la ricevuta occasionale. Ti dico la verità credevo di fare lavoro fra me e lui senza ricevute, ma visto che lo vuole glielo farò. A questo punto mi sono domandato visto che gli chiedo 1200 euro - 20% - bollo mi rimane solo 958,19 euro, e visto che gli ho trattato molto bene in quanto mio lavoro effettivamente amonta sui 1500 euro netti vorrei sapere se ho preso una fregatura. A veder i conti mi sembra proprio di sì oppure il 20% ritenute li paga il mio cliente e in tasca metto 1200 euro? Sono un po confuso. Mi aiuteresti a capire meglio la questione per favore.

Grazie

il 02/01/2012 21.35.25
sara
Grazie, devo dire che il tutto è stato spiegato benissimo, in maniera semplice e facilmente comprensibile. Grazie Mpj79 davvero per il prezioso aiuto :-)
il 13/12/2011 14.09.24
Mpj79 ha risposto a CJ
La somma per ogni singolo committente non deve superare € 5000,00. Quindi, per il committente A si possono fare quante quietanze si vogliono fino ad un massimo di € 5000, ed anche per il committente B. Non si devono sommare gli importi per i diversi committenti ma, ripeto, per ogni singolo committente.
il 13/12/2011 13.46.25
CJ
Non ho capito una cosa: posso fare € 5000 max per ogni committente o la somma di tutti i lavori deve restare entro i € 5000? Mi spiego meglio: al committente A faccio una ricevuta di 4000 €, al committente B faccio una ricevuta di 3000 €. Posso farle visto che entrambe sono sotto i 5000 € o visto che la somma fa 7000 € non posso?

Lo sapevi che ...